Il Decluttering

Quante volte ti sei guardato intorno e hai avuto la sensazione che lo spazio non bastasse?
Che ci fossero troppe cose, troppi oggetti, troppo da gestire?

Spesso non è davvero una questione di metri quadri. È una questione di sovraccarico.
Come se lo spazio, per quanto ampio, non fosse mai sufficiente. Tutto nasce dal bisogno di alleggerire. Di fare ordine non solo nello spazio fisico, ma anche in quello mentale ed emotivo.

Non si tratta semplicemente di riordinare. È una pratica consapevole che coinvolge in profondità la nostra sfera emozionale e il nostro modo di abitare lo spazio. La parola spazio richiama qualcosa di infinito, ma anche di estremamente intimo: le quattro mura che ci accolgono ogni giorno.

Gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo comunicano costantemente con noi. Il modo in cui li organizziamo, oppure li carichiamo di oggetti, riflette le nostre dinamiche mentali ed emotive.

Che cos’è

Il Cambridge Dictionary definisce il decluttering come: «Rimuovere le cose che non servono da un luogo, in modo da renderlo più piacevole e più utile».

Possiamo semplificare parlando di eliminare il superfluo, anche se non si tratta di un processo semplice né superficiale.

Il termine decluttering deriva dal sostantivo inglese clutter, che indica un ammasso disordinato di oggetti, un ingombro che blocca il flusso. Il prefisso de ne ribalta il significato: eliminare l’ingombro, liberare. 

Significa porsi in modo nuovo di fronte agli oggetti che abitano la nostra casa da anni. E chiedersi: “Mi serve davvero?” “Mi piace ancora?” “Mi fa stare bene?”

È un processo che ristabilisce un rapporto autentico con ciò che possediamo, distinguendo ciò che ha valore da ciò che occupa solamente spazio.
Scegliere cosa resta significa scegliere cosa ha diritto di occupare spazio nella nostra vita.

Liberarsi del superfluo significa confrontarsi con la propria identità: ciò che siamo stati e ciò che desideriamo diventare. Eliminare l’ingombro libera la mente. Aumenta la consapevolezza negli acquisti e nelle scelte. Ci rende più attenti a ciò che facciamo entrare nella casa, e nella vita.

Alleggerire significa lasciare andare pesi legati al passato.

Fare spazio al nuovo, aprirsi al futuro, è un processo pesante, ma è anche un processo che risveglia parti di noi rimaste in silenzio. Ed è proprio per questo che trasforma.

Agire sullo spazio porta ordine anche negli schemi mentali ed emotivi.

Ogni ambiente ha bisogno di ruoli chiari. Ogni oggetto dovrebbe avere una funzione precisa. Per decidere cosa resta, è utile porsi alcune domande fondamentali: “Da quanto tempo non lo utilizzo?” “Lo ricomprerei oggi?” “È funzionale e funzionante?”

Se le risposte sono sempre negative, è il momento di lasciarlo andare.

Il consiglio è iniziare da piccoli spazi e da oggetti a basso impatto emotivo, come: un cassetto della cucina, l’angolo dei medicinali o il mobile del bagno. Piccoli risultati generano motivazione.
Cassetti più leggeri e ordinati restituiscono subito una sensazione di chiarezza e controllo.

Il Decluttering nell’Home Staging

Nell’Home Staging questa pratica è una fase fondamentale, soprattutto quando la casa deve essere messa in vendita continuando ad essere abitata.

In questi casi non si tratta solo di preparare un immobile al mercato, ma di accompagnare le persone in un percorso delicato, fatto di ascolto, collaborazione e rispetto. Diventa uno strumento di mediazione tra la casa che è stata vissuta e la casa che deve essere raccontata per chi la vivrà. L’obiettivo è creare ambienti più leggibili, accoglienti e funzionali: spazi capaci di parlare al mercato, ma anche di sostenere emotivamente chi sta affrontando un cambiamento.

Dopo

Una volta eliminato il superfluo, gli spazi devono essere organizzati e ordinati. Uno spazio curato consente anche un sano disordine temporaneo, perché ogni cosa può tornare facilmente al proprio posto.

Abitare ambienti alleggeriti favorisce maggiore chiarezza mentale, decisioni più consapevoli, determinazione, fiducia, entusiasmo, relazioni più armoniose, una comunicazione più efficace e una minore paura della mancanza.

A questi benefici si aggiungono vantaggi pratici come più tempo a disposizione, una pulizia più veloce, maggiore facilità nel mantenere l’ordine e una migliore qualità dello spazio vissuto.

L’ultimo passaggio è la donazione.

Vestiti e oggetti possono avere una nuova vita e diventare risorse per chi ne ha bisogno. Donare fa bene a chi riceve, ma anche a chi lascia andare. È un gesto concreto contro lo spreco.

Provate. Osservate cosa accade dentro di voi.

Siate onesti, liberi dal giudizio, vostro e degli altri.
In gioco c’è il vostro benessere.

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